L'accordo truffa AIEA-OMS e la disinformazione su Chernobyl

 

L’AIEA (Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica) e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono due agenzie dell’ONU. L’AIEA è un’agenzia deputata allo sviluppo e alla sponsorizzazione dell’utilizzo dell’energia atomica come risorsa energetica, mentre l’OMS è un’agenzia deputata alla protezione della salute fisica, mentale e sociale del singolo individuo a livello mondiale. Negli anni 1950/60, quando fu varato il programma “Atomi per la Pace”, i gravi rischi per la salute e l’ambiente derivanti dall’utilizzo dell’energia nucleare erano in genere sconosciuti al pubblico, ma non all’OMS. In un rapporto del 1956 dell’OMS (fra i cui relatori vi era il premio Nobel J. M. Muller) si legge: “Il patrimonio genetico è il bene più prezioso dell’essere umano. Esso determina la vita della nostra discendenza, lo sviluppo sano ed armonioso delle generazioni future. In qualità di esperti affermiamo che la salute delle generazioni future è minacciata dal crescente sviluppo dell’industria atomica e delle fonti di irradiamento… Noi reputiamo che le nuovi mutazioni che compariranno negli esseri umani, saranno nefaste per loro e per la loro discendenza”. Per questo nel 1959 l’AIEA riesce a far siglare all’OMS un accordo (risoluzione WHA 12.40 del 28-05-1959) in cui viene mondializzata l’omertà sugli effetti delle radiazioni sulla salute umana. In pratica questo accordo impedisce all’OMS di emettere dati o studi che possano danneggiare l’immagine dell’AIEA. Negli anni successivi, gli incidenti nucleari accorsi (fra cui quelli peggiori di Three Miles Island e Chernobyl) hanno dimostrato, oltre ai rischi del nucleare per la salute, il vero motivo di questa legge. L’efferatezza di questo accordo ha permesso, solo quattro mesi dopo l’incidente di Chernobyl (il 28-08-86) all’allora direttore generale dell’AIEA, Hans Blix, di affermare: “Il mondo potrebbe sopportare un incidente uguale a Chernobyl ogni anno”. Nel 1995 l’AIEA, in base a questa legge, blocca gli atti della conferenza dell’OMS a Ginevra sull’incidente di Chernobyl. Gli studi di questa conferenza dimostravano il notevole aumento dei tumori e di varie altre patologie sia nei liquidatori che nella popolazione generale colpita da Chernobyl, e il Dr. Martin Griffiths del Dipartimento degli Affari Umanitari dell’Onu, segnalò come non fosse stata detta la verità alle popolazioni colpite. Negli anni successivi gli studi condotti dall’OMS su Chernobyl ridimensionano notevolmente e inesorabilmente il rapporto del 1995 fino ad arrivare al 7 settembre 2005 quando a Vienna viene presentato lo studio realizzato dal Chernobyl Forum, costituito dall’AIEA, dall’OMS ed altre organizzazioni dell’ONU, in collaborazione con i governi di Bielorussia, Russia e Ucraina, intitolato “l’eredità di Chernobyl: impatti sanitari, ambientali e socio- economici”. Questo studio sostiene che l’incidente di Chernobyl, in questi venti anni, ha causato solamente la morte di 50 persone tra pompieri e operatori della centrale nei primi giorni successivi alla catastrofe, 200 cancri da irradiazione acuta e 4.000 tumori alla tiroide di cui solamente nove fatali. I decessi totali imputabili a Chernobyl potranno raggiungere negli anni al massimo le 4000 unità. Inoltre nega qualsiasi aumento delle varie patologie nella popolazione colpita, e dove esiste un aumento, questo non è da attribuire alle radiazioni ma alla povertà e allo stress psicologico che subiscono le persone a causa del “mito persistente della presenza di radiazioni che determina un fatalismo paralizzante tra la popolazione colpita”. Per quanto riguarda la contaminazione ambientale, i livelli di radioattività, nella maggior parte delle terre colpite da Chernobyl, sono rientrati nella norma, salvo alcune zone specifiche intorno alla centrale, per cui le terre possono essere di nuovo abitate. L’ultima conclusione “scientifica” di questo studio, visto che secondo i risultati ottenuti il problema Chernobyl non sussiste più,  è che i governi di Bielorussia, Ucraina e Russia devono ridurre il budget destinato al risarcimento delle vittime e alla liquidazione dei danni e delle conseguenze dell’incidente. Le contraddizioni più palesi dell’accordo siglato fra l’AIEA e l’OMS, e di conseguenza dei loro rapporti scientifici, consistono nel sovvertimento del fine stesso dell’OMS che è quello di fornire tutte le informazioni, i consigli e l’assistenza nel campo della salute, e nel conflitto di interessi legato intimamente alla funzione stessa dell’AIEA, dato che un’agenzia deputata allo sviluppo e alla sponsorizzazione del nucleare non potrà certo dire la verità, e cioè che il proprio “prodotto” danneggia gravemente e irrimediabilmente la salute e l’ambiente. In letteratura esistono centinaia e centinaia di studi scientifici (1-100) realizzati da scienziati e istituzioni indipendenti che dimostrano il contrario di quello che affermano gli studi congiunti AIEA – OMS, ma quel che più smentisce questi studi, e soprattutto l’ultimo rapporto del 7 settembre 2005, è purtroppo l’evidenza della realtà che, per quanto cerchino di nasconderla, nessuno riuscirà mai a cancellare.

 

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