Fukushima "No-Go Zone"

(Giappone 2011)

L’11 marzo 2011, alle ore 14 45, uno dei più violenti terremoti e Tsunami di sempre ha colpito il Giappone e l’impianto nucleare di Fukushima Daiichi danneggiando i suoi sistemi di sicurezza e di raffreddamento. In pochi giorni il core dei reattori numero 1,2,3 ha iniziato a fondersi con il rilascio nell’aria e nell’oceano di massicce quantità di radionuclidi radioattivi. I tecnici della Tepco stanno lottando contro il “mostro” per salvare il mondo, sapendo benissimo che moriranno presto per la massiva esposizione alle radiazioni.

La storia non è ancora finita, e non sapremo presto quali saranno le reali conseguenze del secondo più grave disastro nucleare mai accaduto (o forse il primo…)

Il governo giapponese ha creato un’area di evacuazione di 20 km di diametro intorno alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Dal 20 aprile il governo giapponese ha vietato l’ingresso nella zona di esclusione a chiunque, specialmente a giornalisti e fotografi. Ma…

Dai primi giorni di luglio insieme al mio amico Pio d’Emilia, inviato di Sky TG 24, sono entrato nella “No-Go Zone” diverse volte per documentare la situazione. All’interno della zona di esclusione (e anche fuori fino a 100 km di distanza dalla centrale nucleare) la contaminazione ha una diffusione a macchia di leopardo. A 300 metri dal reattore esploso della centrale nucleare di Fukushima Daiichi il contatore geiger misurava 2000 volte il livello normale.

Ci attendono città vuote, solo alcuni cani abbandonati vagano in condizioni disperate lungo le strade. Al momento dell’evacuazione tutti gli animali sono stati abbandonati. All’interno della zona puoi incontrare alcune mucche che vagano lontane dalle loro fattorie. Ma lo spettacolo più tragico sono le carcasse in decomposizione di centinaia di mucche lasciate a morire di fame e di sete all’interno delle fattorie. Durante la notte vari animalisti entrano illegalmente all’interno della zona di esclusione per salvare cani, gatti e altri animali.

La maggior parte delle case sono chiuse, i negozi ancora pieni di prodotti, ma alcuni sono già stati svaligiati, così come gli ospedali e i bancomat. I ladri hanno iniziato a rubare all’interno della “No-Go Zone”, spargendo la radioattività in giro per il Giappone. Alcune persone, soprattutto anziani, non vogliono andarsene e rimangono nelle loro case, molti di loro non usando protezioni contro le radiazioni. La cosa più comune che dicono è: “Perché dobbiamo andare via? Siamo vecchi, non c’è motivo che queste radiazioni ci possano fare del male. Se devo morire lasciatemi morire nel mio letto”.

Una volta al mese i residenti vengono accompagnati alle loro case per riprendersi i propri oggetti personali. Vagano all’interno delle case, scioccati tra i loro ricordi, memorie perse per sempre.

Nonostante la massiva contaminazione, la vita va ancora avanti all’interno della “No-Go Zone” e molte storie tra la vita e la morte sono ancora dentro…

la storia continua…

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